Come si impedisce a un’automazione di fare danni

La domanda giusta non è se può sbagliare, è cosa succede quando non capisce

Il pulsante rosso di arresto di emergenza sul quadro di una macchina

Il principio da cui discende tutto il resto

Un’automazione fatta bene preferisce fermarsi che indovinare, e questo non è un dettaglio tecnico, è la scelta di fondo da cui viene tutto il resto

Il motivo è semplice, una persona che non capisce un documento lo mette da parte e chiede, mentre un programma, se nessuno gli ha detto di fermarsi, tira dritto e scrive qualcosa lo stesso, e quel qualcosa entra nel gestionale con la stessa faccia di un dato buono

Quindi la domanda da fare a chi ti propone un’automazione non è se sbaglia, è cosa fa quando non capisce, e la risposta giusta è che si ferma e lascia il caso a una persona

Primo, i controlli sui dati prima di scrivere

La prima rete sta prima della scrittura, il sistema legge il documento, ricava i campi, e prima di toccare il gestionale li passa al setaccio

Le domande sono quelle che farebbe una persona attenta, il fornitore esiste in anagrafica, la partita IVA è formalmente valida, la data ha senso rispetto al periodo, il codice articolo esiste davvero, questo documento non è già stato registrato la settimana scorsa

Sono controlli banali da spiegare e proprio per questo funzionano, perché non chiedono al sistema di capire, gli chiedono di verificare

Secondo, le quadrature, che sono la rete migliore che esista

Quando un documento contiene dei numeri che devono tornare fra loro, hai in mano il controllo più forte possibile, e non ti costa niente perché il documento te lo regala già

La somma delle righe deve fare l’imponibile, l’imponibile più l’imposta deve fare il totale, e se non torna vuol dire che qualcosa è stato letto male, senza bisogno di sapere cosa

È il motivo per cui leggere una fattura è molto più sicuro che leggere un documento qualsiasi, la fattura porta con sé la propria verifica

Terzo, le soglie oltre cui serve una firma

Non tutti i casi meritano lo stesso trattamento, e questa è una decisione che spetta a te, non al fornitore

Mettiamo, giusto per far vedere come funziona il meccanismo, che tu decida che sotto i cinquecento euro il sistema registra da solo e sopra prepara e chiede conferma, i numeri sono inventati qui per spiegare l’idea, non sono una regola di nessuno

Lo stesso ragionamento vale per gli scostamenti, un prezzo di listino che si muove di poco passa, uno che triplica non passa, perché il sistema non sa che un euro e venti diventato dodici euro è uno zero di troppo, ma la regola sulla soglia lo ferma lo stesso

Questo è il punto in cui l’azienda decide quanta autonomia dare, ed è giusto che sia scritto nero su bianco prima di partire, non scoperto dopo

Quarto, il registro di tutto quello che è stato fatto

Il registro è la rete che rassicura di più, e stranamente è quella di cui si parla di meno

Un’automazione tiene traccia di cosa ha guardato, cosa ha scritto, quando, e su quale documento, così quando qualcosa non torna non stai a indovinare, apri l’elenco e vedi cosa è successo quella mattina

Vale anche al contrario, con un registro sai anche cosa il sistema non ha toccato, e questo è quasi sempre l’informazione che cerchi quando c’è un problema, perché ti dice dove non guardare

Il lavoro fatto a mano questo registro non ce l’ha quasi mai, e infatti quando un dato è storto la ricostruzione è una caccia al tesoro fra le memorie delle persone

Quinto, l’avvio assistito, che è la rete meno tecnica e più utile

Le prime reti sono regole, questa è un modo di partire, il sistema all’inizio lavora ma chiede conferma, e una persona guarda cosa avrebbe fatto prima che lo faccia

Serve perché i casi strani non si scoprono facendo riunioni, si scoprono lavorando, e nel primo periodo salta fuori sempre qualcosa che nessuno aveva raccontato, non per cattiveria, perché chi fa un lavoro da anni non distingue più la regola dall’abitudine

Quando i casi confermati diventano ripetitivi e sempre uguali, si allarga l’autonomia sui casi semplici e si lascia la conferma su quelli che pesano, la gradualità qui non è prudenza da nonno, è il modo di trovare i buchi mentre costano poco, e ne parla in modo più disteso la guida sul primo giorno che l’automazione lavora davvero

Perché un errore automatico è diverso da un errore umano

Una persona sbaglia a caso, quando è stanca o distratta, e ogni errore è per conto suo, un sistema invece non si distrae mai, ma se la regola è sbagliata quella regola è sbagliata su tutti i casi, e un errore diventa mille errori in fila prima che qualcuno se ne accorga

Le reti servono esattamente a questo, non a rendere il sistema infallibile, ma a fare in modo che quando sbaglia lo scopri subito e non a fine trimestre, e il discorso è approfondito nella guida su quanti errori fa un’automazione

Chi ti promette che il suo sistema non sbaglia mai ti sta vendendo qualcosa, il fornitore serio ti spiega cosa succede quando sbaglia

Cosa chiedere prima di firmare

Se stai valutando un’automazione, le domande utili sono poche e concrete, quali controlli fa prima di scrivere, cosa fa quando un controllo non passa, dove finiscono i casi fermati e chi li guarda, cosa resta scritto di ogni giro, e quali casi non tocca da solo

Le risposte a queste domande dicono di quel fornitore molto più di qualunque presentazione, e sono cose che si decidono insieme prima dell’avvio, quando si guarda il processo e si scrivono le regole

Quello che ci chiedono di solito

Si ferma, un’automazione fatta bene preferisce fermarsi che indovinare, quindi il caso dubbio non viene registrato a caso ma finisce in una lista che una persona guarda, insieme al documento che l’ha generato
I controlli li concordi tu, e in genere sono le verifiche formali sui dati fiscali, l’esistenza del fornitore in anagrafica, le date sensate, i doppioni, e le quadrature del documento, cioè che la somma delle righe faccia il totale, che è il controllo più solido perché il documento porta con sé la propria verifica
Sì, la soglia oltre cui serve una firma umana è una regola tua, non del fornitore, si decide e si mette per iscritto prima dell’avvio, e vale sia sugli importi sia sugli scostamenti di prezzo rispetto a quello che ti aspetti
Dal registro, un’automazione tiene traccia di cosa ha letto, cosa ha scritto e quando, così quando un dato non torna apri l’elenco invece di ricostruire a memoria, e vedi anche cosa il sistema non ha toccato
No, ed è il motivo per cui servono i controlli, una persona sbaglia a caso quando è stanca, un programma non si distrae mai ma se la regola è sbagliata lo è su tutti i casi, quindi un errore diventa tanti errori uguali in fila
No, e chi te lo promette ti sta vendendo qualcosa, la cosa seria da farsi spiegare è cosa succede quando sbaglia, quali controlli lo fermano prima di scrivere e dove finiscono i casi bloccati

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WA