Automazione assistita o autonoma, come capire quanta libertà dare al sistema

Ci sono lavori che un’automazione può chiudere da sola, altri dove è meglio che si fermi e chieda conferma a una persona, qui trovi i criteri per decidere quale dei due casi è il tuo

Una mano ferma sul mouse mentre lo sguardo controlla quello che succede sul monitor

Quando pensi di automatizzare un lavoro d’ufficio ti chiedi subito se si può fare, ma la domanda che conta davvero è un’altra, quanto lontano lasci arrivare il sistema da solo, perché un’automazione può fermarsi un attimo prima del salvataggio e aspettare che qualcuno dica sì, oppure può chiudere la pratica senza che nessuno la guardi

Sono due modi diversi di lavorare, e la scelta cambia due cose insieme, il tempo che risparmi e il rischio che ti prendi

Automazione assistita

Il sistema fa tutta la fatica, legge il documento, controlla i dati, apre il programma e riempie i campi, poi si ferma e aspetta, la persona guarda la schermata già compilata, se è giusta conferma, se c’è qualcosa che non va la corregge e va avanti

Il lavoro manuale non sparisce del tutto, però al posto di riempire i campi a mano ti resta da leggere una schermata già pronta, ed è la strada da preferire quando un errore costa caro, quando i documenti arrivano in formati sempre diversi, o anche solo quando in azienda nessuno si fida ancora del sistema, che poi è un motivo del tutto legittimo, la fiducia si costruisce guardando cosa fa per qualche settimana, non leggendo una promessa

Automazione autonoma

Qui l’operazione si chiude da sola, nessuno conferma niente, la pratica risulta fatta e tu la ritrovi già registrata nel gestionale

Perché funzioni servono due condizioni, le regole devono essere scrivibili in modo netto, cioè per ogni caso che può capitare deve esistere una risposta certa, e i dati in ingresso devono essere abbastanza regolari da poter essere controllati in automatico

C’è una prova semplice, se davanti a un documento la persona più esperta che hai direbbe «dipende», allora il sistema non può decidere al posto suo, perché quel «dipende» sta nella sua testa e non in una regola scritta da nessuna parte

Il modello misto, quello che serve quasi sempre

Nella pratica quasi nessun processo è tutto bianco o tutto nero, le pratiche normali, quelle che passano ogni controllo, il sistema le completa e basta, mentre quelle che non tornano, un importo fuori scala oppure un codice che nel gestionale non esiste, vengono messe da parte e finiscono in mano a una persona

Il senso è usare il tempo delle persone dove serve davvero, se la maggior parte dei documenti è ordinaria quella parte si chiude senza che nessuno la tocchi, e chi lavora con te si occupa dei casi strani, che poi sono gli unici che richiedono un po’ di testa

Le domande da farsi prima di scegliere

Non esiste una formula, ci sono però alcune cose da guardare

  • Cosa succede se sbaglia una volta, un dato anagrafico storto lo correggi in due minuti, un pagamento partito verso il fornitore sbagliato è un altro discorso
  • Chi se ne accorge e quando, se l’errore salta fuori da solo al controllo successivo puoi permetterti più autonomia, se resta nascosto per mesi molto meno
  • Quanto sono regolari i dati che arrivano, un file esportato sempre uguale dallo stesso portale è una cosa, i PDF di quaranta fornitori diversi sono un’altra
  • Le regole esistono scritte oppure vivono nell’esperienza di chi fa il lavoro, se non sono scritte il primo lavoro è scriverle, prima ancora di automatizzare qualsiasi cosa

Come si parte in concreto

Conviene cominciare assistiti anche su un processo che alla fine potrà essere autonomo, per le prime settimane il sistema propone e una persona conferma, e intanto tu ottieni una cosa che altrimenti non avresti mai, l’elenco preciso dei casi in cui avrebbe sbagliato

Quella lista è la parte più utile dell’inizio, ogni correzione fatta a mano diventa una regola in più, e quando le correzioni si diradano puoi togliere la conferma sui casi che hai già visto funzionare, lasciandola dove serve ancora, così l’autonomia si allarga per gradi invece di accendersi con un interruttore

Un modo veloce per farti un’idea

Prendi le pratiche del mese scorso e chiediti quante erano davvero ordinarie, senza eccezioni, senza telefonate al fornitore, senza «questo cliente lo trattiamo in modo speciale», non serve un numero al decimale, va bene la sensazione di chi quel lavoro lo fa tutti i giorni

Mettiamo, con un esempio inventato giusto per capirci, che su cento pratiche una settantina filino lisce e trenta abbiano qualche stranezza, quelle settanta sono le candidate all’autonomia, le altre restano assistite, e nessuno ti obbliga a scegliere una modalità sola per tutto il processo

Cosa serve sapere prima di stimare

Se vuoi capire dove si colloca un tuo processo le informazioni che contano sono poche, quali programmi vengono aperti, quanti passaggi servono dall’inizio alla fine, quante operazioni ci sono in un mese e ogni quanto capita un caso fuori standard, con questi dati si ragiona, senza si tira a indovinare

Se vuoi un parere sul tuo caso, un breve video dello schermo mentre fai il lavoro a mano dice più di qualsiasi descrizione, basta che non ci siano dati sensibili dentro

Quello che ci chiedono di solito

Assistiti. Muffin Suite consiglia di far proporre il sistema e far confermare una persona per le prime settimane, così vedi con i tuoi occhi in quali casi avrebbe sbagliato, e quelle correzioni diventano le regole che servono per togliere la conferma dopo
No. Nel modello misto le pratiche ordinarie l’automazione le chiude da sola, mentre quelle con qualcosa fuori posto, un importo strano o un codice che nel gestionale non esiste, vengono messe da parte e passate a una persona
Dipende da quanto costa l’errore. Muffin Suite lascia autonomo un lavoro solo dove le regole sono scritte in modo netto e uno sbaglio si vede subito, altrove il sistema si ferma prima di salvare e aspetta la conferma di una persona
Dipende. Se davanti a un documento la persona più esperta che hai direbbe «dipende», quel lavoro resta assistito, perché la decisione sta nella sua testa e non in una regola che il sistema possa seguire
Dipende dal processo. Muffin Suite lavora con un canone mensile concordato prima di iniziare, senza una grande spesa iniziale, e per fare una stima servono pochi dati, quali programmi si aprono, quanti passaggi ci sono e quante operazioni fai in un mese
No. Muffin Suite automatizza i programmi che usi già, il sistema apre le schermate e compila i campi come farebbe un operatore, anche dove non c’è nessun collegamento diretto tra i programmi

Mostraci cosa fate ancora a mano

Descrivi il processo o invia un breve video dello schermo e valuteremo cosa può essere automatizzato

WA