Il fornitore manda il listino nuovo e sono duemila righe

Arriva un Excel fatto a modo suo, e qualcuno deve portarlo dentro senza sbagliare un prezzo

Foglio di calcolo pieno di righe di prezzi aperto su un monitor

La risposta breve

Un listino fornitore si aggiorna in automatico leggendo il file che arriva, convertendo i codici del fornitore nei tuoi, e scrivendo i prezzi nel gestionale che usi già, uno per uno, senza che nessuno debba ribattere duemila righe

La parte che conta davvero però non è la scrittura, è il controllo prima della scrittura, perché un prezzo storto dentro il gestionale non resta un errore di anagrafica, esce fuori il giorno dopo dentro un ordine, dentro un’offerta, dentro una fattura, e a quel punto lo scopre il cliente

Come si affronta

Ogni fornitore manda il listino a modo suo, uno con le colonne in un ordine, uno con l’intestazione scritta in un altro modo, uno che da un mese all’altro infila una colonna in mezzo senza dire niente, e i codici sono i suoi, non i tuoi, quindi qualcuno deve fare la traduzione, e guardare duemila righe con gli occhi non è un lavoro che una persona possa fare bene due volte di fila, per cui il controllo finisce per essere a campione, i prezzi entrano quasi tutti giusti, e quel quasi è il punto dolente, perché la riga sbagliata non ti avvisa, se ne sta buona finché non la vendi

Per prima cosa si scrive un modello di lettura per ogni fornitore, che è meno faticoso di come suona, perché il formato di un singolo fornitore è abbastanza costante, e quella costanza è la cosa buona di tutta la faccenda

Le colonne si leggono dall’intestazione e non dalla posizione, così se il fornitore ne sposta una il sistema non se ne accorge nemmeno, e se invece un’intestazione attesa non c’è più, si ferma e lo dice, invece di prendere la colonna a fianco e scrivere lo sconto al posto del prezzo, che è il modo classico in cui una macro fatta in casa combina il disastro, e su questo trovi altro in Il file arriva ogni mese con le colonne spostate

Poi c’è la conversione dei codici, una tabella che tiene insieme il codice del fornitore e il tuo, e i codici nuovi che quella tabella non conosce non si inventano, finiscono in una lista che guardi tu

Il controllo dello scostamento, quello che vale più di tutti

Prima di scrivere, il sistema confronta il prezzo nuovo con quello che hai adesso, e se la differenza supera una soglia che decidi tu, quella riga non passa, si mette da parte in attesa di un occhio umano

Il motivo è ruvido, un programma non ha idea che un articolo passato, mettiamo giusto per far vedere il caso, da 1,20 a 12,00 sia una virgola persa per strada, per lui sono due numeri e basta, ma la regola sulla soglia lo sa benissimo, perché tu le hai detto quanto è ragionevole che un prezzo si muova, e così sotto la soglia le righe passano tutte insieme, mentre sopra ti ritrovi da guardare una manciata di casi invece di duemila, che è una giornata diversa, e di come si costruiscono queste reti parla Come si impedisce a un’automazione di fare danni

La soglia di scostamento la decidi tu quando si scrivono le regole, e si può tenere diversa per categoria di articoli, dove i prezzi ballano davvero si lascia più larga

Un’automazione dei listini merita quando i file arrivano spesso e sono grossi, quando i fornitori sono più di due o tre, e quando il prezzo che scrivi lì dentro è lo stesso che poi il gestionale usa da solo per gli ordini e le offerte, mentre se ricevi un listino corto una volta l’anno lascialo com’è, il tempo che serve per scrivere le regole non lo recuperi mai

Quello che ci chiedono di solito

La decidi tu, perché sei l’unico a sapere quanto è normale che un prezzo si muova nel tuo settore, Muffin Suite scrive quella soglia dentro il sistema e la può tenere diversa per categoria di articoli, così dove i prezzi ballano davvero resta più larga
Sì, per l’aggiornamento dei listini ogni fornitore ha il suo modello di lettura, però il formato di un singolo fornitore resta abbastanza costante nel tempo, quindi quel lavoro si fa una volta e poi regge, e i controlli sui prezzi restano gli stessi per tutti i fornitori
Non succede niente di brutto, perché le colonne si leggono dall’intestazione e non dalla posizione, e se invece sparisce un’intestazione che il sistema si aspettava, l’aggiornamento del listino si ferma e te lo segnala, invece di scrivere il numero sbagliato nel campo prezzo
I codici del fornitore si tengono in una tabella di conversione che li lega ai tuoi, e i codici che quella tabella non conosce non vengono indovinati, restano in una lista che guardi tu, perché abbinare un articolo sbagliato fa più danno che lasciarlo fuori dal listino
No, Muffin Suite scrive i prezzi dentro il gestionale che usi già, aprendo le schermate come farebbe un operatore, e funziona anche sui programmi che non hanno nessun collegamento diretto verso l’esterno

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