I solleciti li fa chi si ricorda, quindi non li fa nessuno

Le scadenze ci sono, la lista pure, manca solo il tempo di guardarla

Lettere di sollecito e scadenze di pagamento lasciate sul tavolo

Il problema non è ricordarsi, è avere il tempo di guardare

I solleciti si fanno poco non perché siano difficili, ma perché richiedono che qualcuno apra la lista delle scadenze, la legga riga per riga, capisca chi è davvero in ritardo e chi no, e poi si metta a scrivere

Quella mezz’ora non arriva mai in una giornata già piena, così finisce che si sollecita solo chi salta all’occhio, il cliente grosso, quello che ha già fatto storie l’altra volta, quello di cui si è parlato a pranzo, e tutti gli altri restano lì

Lo stesso vale per i documenti che aspetti, il contratto firmato che non torna indietro, la scheda dati che manca, il certificato che scade fra un mese, sono tutte cose che nessuno dimentica per superficialità, semplicemente nessuno le guarda

Cosa fa un’automazione dei solleciti, in concreto

Il lavoro che si automatizza è quello meccanico intorno, non la decisione, cioè leggere le scadenze dal gestionale che usi già, incrociarle con i pagamenti registrati, tenere fuori chi ha già pagato o chi ha una contestazione aperta, e comporre il messaggio con il riferimento giusto del documento

Il sollecito è un lavoro adatto a un’automazione perché la ripetizione è alta e i dati stanno già tutti dentro un programma, quindi non serve né che qualcuno li ricopi né che si ricordi di controllare, il sistema apre le schermate e legge come farebbe un operatore, anche se il tuo programma non ha nessun collegamento diretto verso l’esterno

Il risultato non è per forza una mail che parte da sola, la forma più utile nella maggior parte dei casi è una lista pronta, con dentro chi solleciteresti, di quanto è il ritardo, quale documento e con che testo, e sopra un pulsante per approvare

Perché su questa cosa la prudenza conta più della velocità

Un sollecito è una comunicazione commerciale, non una registrazione contabile, e questo cambia tutto, perché un sollecito mandato per sbaglio a chi ha già pagato ti costa più di quanto valeva il credito, ti costa una telefonata imbarazzata e un cliente che si sente trattato male

Le cause di uno sbaglio del genere sono banali e ricorrenti, il pagamento arrivato ma non ancora registrato, il bonifico che compare con due giorni di ritardo, la nota di credito emessa e non collegata, la fattura contestata di cui sa solo il commerciale

Per questo un’automazione dei solleciti fatta bene si tiene stretta, si ferma quando un caso non torna, e lascia la firma finale a una persona, almeno finché non hai visto abbastanza giri per fidarti, ed è lo stesso principio dei controlli e dei blocchi che si mettono intorno a qualsiasi processo delicato

Poi c’è il tono, che è una scelta tua e non tecnica, il primo promemoria gentile a chi sfora di pochi giorni non assomiglia a quello che mandi a chi è fuori da mesi, e le regole di chi merita quale trattamento le detti tu, il sistema le esegue sempre uguali anche quando nessuno ha voglia di scrivere

Alla fine quello che cambia davvero è che sollecitare smette di dipendere da chi si ricorda, i minuti di scrittura risparmiati vengono dopo

Se vuoi capire se il tuo caso regge, serve poco, quale programma tiene le scadenze, cosa guardi oggi prima di scrivere a un cliente, e quante posizioni sono in un mese

Quello che ci chiedono di solito

Dipende da come lo decidi tu, la forma più prudente è che l’automazione prepari la lista dei solleciti già scritti e una persona la approvi, poi quando hai visto abbastanza giri e ti fidi si può lasciare partire da sola la parte più semplice
È il rischio principale di un sollecito automatico, e per questo l’automazione controlla prima i pagamenti registrati, le note di credito e le posizioni contestate, e quando un caso non torna si ferma invece di mandare il messaggio
Lo decidi tu, il testo e le regole di chi merita quale trattamento sono una scelta commerciale, Muffin Suite scrive nel sistema le regole che detti tu e il sistema le applica sempre uguali, senza inventare niente per conto suo
Sì, il meccanismo è lo stesso per il contratto che non torna firmato, la scheda dati mancante o il certificato in scadenza, cambia solo cosa si guarda per capire chi è indietro, il resto del ragionamento non cambia
No, Muffin Suite lavora sul gestionale che usi già, aprendo le schermate come farebbe un operatore, e funziona anche sui programmi senza nessun collegamento diretto, quindi le scadenze restano dove sono adesso
Dipende dal volume, se le posizioni in ritardo sono poche e le tieni a mente conviene guardarle a mano, il sollecito automatico si ripaga quando le scadenze da controllare sono tante e nessuno ha materialmente il tempo di scorrere la lista ogni settimana

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WA